psicologa psicoterapeuta verona
SINTESI WORKSHOP 20 GIUGNO 2017: Il metodo Gordon nella relazione tra insegnanti e alunni
Dottoressa Nazarena Rossi
L’obiettivo è stato quello di presentare l’approccio teorico e metodologico che lo psicologo americano aveva illustrato nel libro “T.E.T Teacher Effectiveness Training” (1974). Nonostante sia passato molto tempo, questo metodo consente di cogliere diversi spunti di riflessione e indicazioni che possono essere utilizzati anche nella scuola dei giorni nostri.
Già negli anni ’70 Gordon partiva dal presupposto che la scuola dovesse prendere le distanze da un modello tradizionale, un sistema che si regge su presupposti e tecniche non piu’ efficaci, come ad esempio l’utilizzo di premi e punizioni. Lo psicologo, seguendo un criterio pragmatico propone di rintracciare strategie alternative, che si rivelano utili nella gestione delle relazioni.
Il focus è proprio sulle interazioni tra i protagonisti della scuola: si individuano le modalità comunicative che generano episodi conflittuali o alimentano problemi e quelle che si configurano invece come costruttive e risolutive.
L’autore ricorda quanto tempo gli insegnanti riferiscono di dedicare ai tentativi di risoluzione dei problemi, spesso senza raggiungere i risultati sperati. Un esempio ricorrente è il tentativo di ottenere disciplina e rispetto delle regole attraverso l’esercizio del potere. Tempo ed energie che vengono inevitabilmente sottratti ai processi di insegnamento-apprendimento.
L’obiettivo di un insegnante efficace è di ampliare questa area e ridurre quella dedicata ai problemi. Questo attraverso l’utilizzo di strategie comunicative che riposizionano i ruoli insegnanti-allievi in modo maggiormente funzionale. Si fa riferimento a tecniche come l’ ‘ascolto attivo’ e i ‘messaggi in prima persona’.
Se da una parte viene considerato poco efficace un modello autoritario (l’insegnante detiene il potere ed è distante dell’allievo), viene escluso anche il metodo permissivo (l’insegnante rinuncia alla propria leadership e abbandona la classe al caos). Il metodo che Gordon propone è quello democratico: non ci sono né vincitori ne’ vinti e vengono considerate le esigenze di tutti i protagonisti, insegnante compreso.
Questo modello si configura come un percorso di problem solving a piu’ fasi, che si struttura attraverso la cooperazione. Può quindi essere proposto dal docente per affrontare le questioni critiche della quotidianità scolastica. Si tocca quindi con mano che se si partecipa attivamente ad una situazione, si è maggiormente motivati a continuare a dare il proprio contributo.







